Salesiani Per Sempre – Professioni Perpetue 2025

Milano – Nella giornata di domenica 14 settembre, alle 15:00, presso la Basilica di Sant’Agostino, si è celebrata la messa durante la quale sei giovani salesiani provenienti dalla Lombardia e dall’Emilia hanno detto ” per sempre al Signore. 

Durante la toccante funzione, presieduta da don Rafael Bejarano, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, Giona Favrin, Marco Rossi, Fabio Aroldi, Andrea Pesci, Alessandro Piccoli e Carlo Fitwi Grilli hanno affidato la loro vita al Signore secondo il carisma di San Giovanni Bosco. 

I giovani salesiani avevano appena concluso, il 6 settembre, la terza e ultima fase di preparazione alla professione perpetua, avendo visitato i luoghi simbolo di Don Bosco e dell’azione missionaria salesiana, accompagnati da don Michele Molinar, don Igino Biffi e don Erino Andrea Leoni. 

I sei, provenienti da vari ambienti salesiani dell’Ispettoria e con storie diverse alle spalle, hanno deciso di spendere la loro vita a servizio dei giovani, consacrando la propria vita alla cura dei più bisognosi. Giona Favrin, il più giovane, ha ventisei anni e ha conosciuto la famiglia salesiana a soli dieci anni, frequentando la scuola media di Sesto San Giovanni. Alessandro Piccoli (35 anni), di Vigevano, provincia di Pavia, ha incontrato i Salesiani per la prima volta nei cortili dell’Istituto Sant’Ambrogio di Milano. Andrea Pesci (34 anni), di Moglia, un piccolo paese nella provincia di Mantova, è entrato in contatto con i Salesiani all’età di ventisei anni, avendoli conosciuti nell’oratorio di Ferrara: “Dio mi ha reso fratello maggiore di tanti ragazzi”, così ha voluto ricordare i suoi anni in oratorio. Fabio Aroldi (33 anni) è di Garbagnate Milanese e frequenta i salesiani da dieci anni; per lui dire “sì per sempre” significa provare a portare la croce ogni giorno e offrire la propria vita per i giovani. Carlo Fitwi, originario di Tradate, in provincia di Varese, ha 38 anni e si è avvicinato ai Salesiani otto anni fa, rimanendo affascinato dal carisma di Don Bosco, di cui ha deciso di seguire le orme. Interrogato su cosa significhi per lui vivere la fede ha risposto: “Vivere la fede vuol dire vivere con la consapevolezza che c’è un Dio che ti ama”. Marco Rossi (30 anni), originario della provincia di Brescia, è cresciuto fin dall’infanzia in ambienti salesiani, sin dall’asilo, quando, all’età di quattro anni, ha incontrato la famiglia di Don Bosco nell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Brescia. “Dire sì per sempre significa fedeltà. Una fedeltà che non dipende da me, ma dal Signore che mi chiama ad essere fedele”, questa la sua risposta alla domanda su cosa significhi per lui dire “sì” per sempre al Signore. Marco, già ingegnere, sta ora insegnando materie tecniche presso le Opere Sociali don Bosco di Sesto e partecipando attivamente alle attività missionarie dove ha parteciapto come accompagnatore a una spedizione estiva.

Nell’omelia, don Rafael Bejarano, dopo aver salutato l’Ispettore don Roberto dal Molin, i confratelli dell’Ispettoria Lombardo Emiliana, le Figlie di Maria Ausiliatrice e i familiari e gli amici dei giovani, che hanno gremito la Basilica per la funzione, ha rivolto ai giovani salesiani parole di esortazione e ringraziamento: ha ricordato come la consacrazione religiosa non sia soltanto frutto dello sforzo umano, ma che sia soprattutto la grazia divina  a plasmare i cuori. Ai professi è stato rivolto l’invito a rimanere sempre uniti in Cristo, quasi come ad una Vite i suoi tralci, e di essere segni e portatori dell’amore di Dio, specialmente tra i giovani più bisognosi, secondo il carisma di Don Bosco. 

Don Bejarano ha poi continuato, esortando i giovani salesiani a custodire la disciplina di vita salesiana, non inteso come un semplice insieme di norme, ma un modo concreto di ordinare l’esistenza secondo i valori del Vangelo. “La loro missione”, ha aggiunto, “sarà un costante remare verso il largo, confidando sempre nella parola del Signore, anche quando le reti sembrano vuote. Saranno pescatori di giovani, chiamati non solo ad offrire loro la loro presenza, ma anche speranza, fede e amore, guidandoli verso Cristo con lo stile educativo di Don Bosco.

La celebrazione si è svolta davanti a parenti, amici e numerosi membri della comunità salesiana, in un clima di gioia condivisa. Dopo la messa, la festa è proseguita nel cortile della Basilica, tra abbracci, canti e auguri.

A loro l’augurio di una vita spesa per i giovani, sull’esempio di don Giovanni Bosco e di Madre Mazzarello, certi che quel “sì per sempre” sarà linfa di speranza per le nuove generazioni.