È stato un momento di grande emozione e profonda gratitudine quello vissuto sabato 20 dicembre presso il Teatro Amintore Galli di Rimini. Nel tradizionale scambio di auguri di fine anno, la città ha conferito il Sigismondo d’Oro 2025, la massima onorificenza civica, all’opera Salesiani Don Bosco di Rimini (premiata insieme alla ONG EducAid).
Il premio rappresenta il riconoscimento tangibile di un legame indissolubile tra il carisma di Don Bosco e il tessuto sociale riminese; una storia iniziata nel 1919 e radicata nel cuore di Marina Centro, che da oltre un secolo si declina in accoglienza, educazione e attenzione verso i più giovani.
A ritirare il riconoscimento dalle mani del sindaco Jamil Sadegholvaad erano presenti l’Ispettore, don Roberto dal Molin, e il Direttore dell’opera, don Roberto Smeriglio. Nelle motivazioni ufficiali, l’amministrazione comunale ha voluto sottolineare il valore generativo della presenza salesiana:
“Per avere messo a disposizione di tutta la comunità riminese una chiesa, un luogo, spazi, tempi ed esperienze che permettono alle persone di crescere insieme, condizione necessaria per lo sviluppo di una comunità forte e orientata al futuro.”
Non è stato premiato solo un edificio o una istituzione, ma uno stile di vita. La parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice e l’oratorio — culla della formazione anche del Beato Alberto Marvelli — sono stati riconosciuti come polmoni vitali dove generazioni di riminesi hanno imparato il valore dell’altruismo e della cittadinanza attiva.
Questo premio non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza. Come ricordato durante la cerimonia, ricevere il Sigismondo d’Oro significa rinnovare la promessa educativa verso i giovani di oggi, offrendo loro non solo spazi ricreativi, ma una casa che accoglie, una parrocchia che evangelizza, una scuola che avvia alla vita e un cortile per incontrarsi come amici.




