TORINO VALDOCCO, 02 GENNAIO 2025 – Cinquanta tra direttori e direttrici delle comunità FMA ILO e SDB ILE si sono riuniti il 2-3 gennaio a Valdocco (Torino) per incontro sul tema dell’accompagnamento delle comunità religiose ed educativa con il Rettor Maggiore, Don Fabio Attard e guidati dai rispettivi superiori Suor Stefania Saccuman e Don Roberto Dal Molin ponendo al centro l’identità carismatica di chi è posto in autorità dentro le comunità locali.
Nella prima sessione dei lavori, Don Attard ha riletto i “Ricordi confidenziali”, storico testo inviato da Don Bosco al primo direttore Don Michele Rua nel 1863. L’analisi si è soffermata sulla modernità delle indicazioni del fondatore riguardanti la cura della persona focalizzando l’attenzione sulla centralità della dimensione umana.
1. La centralità della dimensione umana
Don Bosco inizia i suoi consigli sottolineando l’importanza di una vita sana e ordinata come base necessaria affinché la grazia divina possa operare. Curare la propria umanità non è un lusso o un atto di narcisismo, ma una condizione etica per essere “contenitori” liberi e pronti a ricevere e donare la grazia di Dio. Una persona umanamente sana è libera dalle dipendenze affettive e capace di sopportare le molestie altrui senza risentimento.
2. La grazia e la vita spirituale
Il secondo nucleo riguarda la vita di preghiera, “grazia che porta a compimento” le potenzialità umane. In un mondo segnato dal vuoto di valori, la radicalità evangelica e l’amicizia con Gesù sono l’unica realtà capace di rispondere alla domanda di pienezza che abita il cuore dei giovani. Per questo è necessario un cammino di accompagnamento spirituale (ciascuno deve avere il proprio “don Cafasso”) per non smarrirsi nella “nebbia” della società attuale.
3. La dimensione relazionale e il discernimento
Don Bosco esorta a “farsi amare piuttosto che farsi temere”, basando l’autorità sulla carità e sulla pazienza. Parallelamente, il discernimento è fondamentale nel servizio di animazione e governo sia delle comunità che in quello pastorale: richiede l’ascolto di Dio e delle persone, prima di qualsiasi giudizio o decisione.
4. Le quattro sfide o quattro ostacoli che minacciano la missione oggi:
• Visione ridotta della realtà: Usare vecchie categorie per un mondo che non esiste più, chiudendosi alla novità dello Spirito.
• Autoreferenzialità e individualismo: Mettere il proprio “io” al centro dei progetti invece di Dio, cadendo nel narcisismo pastorale.
• Lettura orizzontale della missione: Ridurre l’azione salesiana a mera promozione umana o filantropia (ONG), trascurando l’evangelizzazione.
• Condizionamento dei risultati: Valutare la missione solo in base ai successi mondani invece di abbracciare la logica della Croce e della pazienza.
5. Il processo: Parola, Fede e Carità
Attraverso il pensiero del Cardinal Martini, viene spiegato che la pastorale organica nasce dal primato della Parola (il seme), che viene accolta nella Fede (il grembo) per produrre infine il frutto della Carità.
6. L’attualità del Sistema Preventivo
Nonostante la secolarizzazione, i giovani d’oggi hanno una forte sete di spiritualità e senso. Il Sistema Preventivo (ragione, religione, amorevolezza) rimane l’antidoto e lo strumento privilegiato per incontrare i giovani lì dove si trova la loro libertà, trasformando una semplice relazione umana in un’occasione di evangelizzazione.
L’incontro ha toccato infine il tema della “disponibilità condizionata”, stigmatizzando la tendenza a impegnarsi solo a fronte di successi o riconoscimenti immediati.
Pro-Vocazioni che l’XI° successore di don Bosco ha consegnato e sono stati accolti come chiamata rinnovata per una fedeltà al Carisma Salesiano.



