2° CAMPO MISSIONARIO

Reggio Emilia: un weekend di solidarietà per l’Etiopia

Un campo missionario che coinvolge i giovani

Il weekend del 28 e 29 marzo ha visto la realizzazione del secondo campo missionario ispettoriale presso la realtà di Reggio Emilia. Un’esperienza significativa che ha coinvolto 45 ragazzi provenienti da Milano, Sesto e Treviglio, insieme ai salesiani e al gruppo missionario Amici del Sidamo. Due giornate vissute in modo diverso dal solito, caratterizzate da condivisione, impegno e spirito di servizio, con un obiettivo chiaro: offrire un aiuto concreto alle missioni in Etiopia.

Raccolta del ferro: un gesto semplice che diventa aiuto concreto

Il cuore dell’esperienza è stata la raccolta del ferro nelle cascine e nelle campagne della zona. Divisi in gruppi, i partecipanti hanno percorso strade di campagna, bussato alle porte e incontrato famiglie e agricoltori disponibili a donare materiali inutilizzati e rottami.
Un’attività apparentemente semplice, ma dal forte valore sociale. Il ferro raccolto viene infatti trasformato in risorsa economica: il ricavato sarà destinato a sostenere progetti missionari a favore delle comunità più povere dell’Etiopia.

Un’esperienza di condivisione e crescita personale

Oltre al risultato concreto, il campo missionario ha rappresentato un’importante occasione di crescita. I ragazzi hanno sperimentato il valore del lavoro condiviso, della fatica vissuta insieme e della gratuità. Ogni incontro, ogni strada percorsa e ogni gesto di disponibilità hanno contribuito a costruire relazioni autentiche e a sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.

Lo stile salesiano: educare attraverso l’esperienza

Questo weekend si inserisce pienamente nello stile educativo salesiano, che mette al centro l’esperienza concreta come strumento di formazione. Attraverso il servizio e il contatto diretto con la realtà, i giovani imparano che è possibile costruire qualcosa di significativo non solo a livello materiale, ma soprattutto umano.

Una missione che parte da qui

Esperienze come questa ricordano che la missione non è solo partire per luoghi lontani, ma è prima di tutto una scelta quotidiana. Essere presenti, mettersi a disposizione e donare il proprio tempo sono gesti che possono generare un impatto reale.

È nella semplicità di azioni concrete che nasce un cambiamento autentico, capace di lasciare un segno sia in chi riceve, sia in chi dona.