Lo scorso 31 gennaio, in occasione dei festeggiamenti per il patrono, è intervenuto quale ospite di eccezione l’arcivescovo, S. E. mons. Mario Delpini.

 

Tra le diverse iniziative a programma in occasione di tale visita, segnaliamo l’inaugurazione di una nuova pala dedicata a don Bosco.

La realizzazione è opera di Maria Grazia Simonetta Piccoli ed è stata collocata nella parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo.

 


Ringraziamo l’artista per avere gentilmente condiviso una spiegazione dell’opera, che riportiamo qui di seguito:

 

“ Vieni con noi” ( olio su tela cm.210 x 260 )

Il dipinto raffigura Don Bosco tra Domenico Savio e Laura Vicugna, testimoni di una gioventù virtuosa e forte nelle sue convinzioni religiose. Laura stringe infatti il giglio bianco della sua purezza e Domenico è nel gesto d’ invitare l’osservatore ad avvicinarsi alla Chiesa (che ovviamente è la Parrocchia di Arese luogo di destinazione del dipinto). Non è un gesto forzato, ma solo invitante, come è dolcemente libero l’invito di Don Bosco ai giovani e a tutti noi .  Il nastro dorato, li avvolge in un destino di “missione” che scaturisce dallo scettro della Vergine, quasi a dir loro “andate, portate la parola, avvolgeteli tutti nella salvezza”. In cielo Maria Ausiliatrice col bambino è Colei che “scioglie i nodi” di questo nastro che scivola così luminoso, lucente, morbido e liscio tra le mani di Don Bosco, Laura e Domenico comprendendo anche “il grigio” il cane/angelo protettore dello stesso Don Bosco. E’ un nastro che non si ferma a loro, ma avanza verso l’osservatore….vuole raggiungerlo! Le rose bianche ormai senza spine concludono una scena dove una semplice terra battuta fa contrasto con gli abiti eleganti, ma non sfarzosi dei bambini, abiti belli perché è la “bellezza” che va offerta a Dio. Sono abiti e scarpe che la polvere della “terra” non può sporcare ( non vi è polvere o terriccio neppure sulle scarpette bianche di Laura).Oltre il basso  muretto si snoda infine una strada immersa in una dolce campagna…è forse la via verso il paradiso ritrovato? La via verso il riscatto umano promesso a coloro che riusciranno ad afferrare quell’ultima estremità del nastro? Io non sono un teologo, un filosofo o un predicatore….non ne ho le qualità e la competenza….sono solo un pittore….lascio quindi  allo sguardo esperto di  chi meglio di me saprà interpretare questi “simboli” il compito di riferire all’ osservatore la “speranza di salvezza” che questo paesaggio e l’intero quadro vorrebbero trasmettere.