Don Fabrizio Bonalume è direttore presso l’Associazione Cnos-Fap Emilia Romagna,  sede di Bologna, nonché incaricato ispettoriale per il settore Emarginazione e Disagio Giovanile. Abbiamo voluto intervistarlo, ponendogli alcuni quesiti in merito agli avvenimenti più significativi dell’anno.

1) Come si può combattere l’emarginazione o cercare di ridurre il disagio giovanile oggi?

Sicuramente, strumenti fondamentali per poter arginare queste problematiche, sono l’accoglienza e il rispetto. Da un atteggiamento di apertura nei confronti degli altri, infatti, si può giungere ad insegnare ai ragazzi ad integrarsi e ad essere, a loro volta, più disponibili. Così i giovani impareranno anche ad affrontare e risolvere difficoltà economiche, sociali, emotive o qualsiasi altra loro fragilità.

2) Quali sono state le iniziative maggiormente rilevanti che avete intrapreso nell’ultimo anno?

Tra le molteplici iniziative, quelle più significative che abbiamo intrapreso sono state due. In primo luogo, abbiamo organizzato tre giornate al carcere di Bologna con i detenuti, che hanno parlato della loro esperienza di vita e hanno raccontato la loro storia. Essi hanno anche condiviso i loro sogni e le loro aspettative, in merito al futuro. In secondo luogo, abbiamo organizzato un incontro presso una comunità di recupero per tossicodipendenti. Questa è stata un’occasione per i ragazzi di confrontarsi con opinioni e fragilità diverse.

3) Quali sfide avete riscontrato nella realizzazione dei vostri progetti?

La sfida più ardua che affrontiamo quotidianamente è quella di rendere i ragazzi consapevoli delle loro fragilità e insegnargli ad affrontare i loro problemi non da soli, ma imparando a chiedere aiuto. Questi ragazzi vanno guidati ed è fondamentale cercare di farli sentire compresi e accolti, in modo che possano divenire consapevoli delle loro debolezze e accettare di affrontarle.

4) Quali progetti avete intenzione di realizzare nel prossimo anno?

Vogliamo promuovere progetti atti a preparare gli adulti a riflettere sulle problematiche giovanili più recenti, e favorire atteggiamenti e iniziative di condivisione tra adulti e giovani.

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In conclusione ripubblichiamo volentieri una testimonianza lasciata da don Fabrizio durante il suo precedente mandato, come direttore del centro salesiano di Castel de’ Britti.

 

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Articolo realizzato durante il Corso di Comunicazione Sociale
dagli studenti delle nostre scuole, come progetto di alternanza scuola-lavoro