In questo quinto articolo dedicato allo studio della chiesa Maria Ausiliatrice dei Salesiani a Rimini, abbiamo voluto soffermarci soprattutto su una descrizione delle vetrate della chiesa stessa.

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Nella chiesa salesiana di Rimini sono di un bell’effetto le vetrate, soprattutto le più antiche, appartenenti alle prime quattro campate, fabbricate a gran fuoco secondo il sistema tradizionale da Attilio Fabbri, celebre artista che nel 1898 fu proclamato Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna; era l’autore anche delle vetrate della chiesa del Sacro Cuore di Bologna, distrutte dai bombardamenti del 1943.

Le vetrate riminesi sono state eseguite tra il 1922 e il 1924 su precise indicazioni di don Gavinelli, che vi volle rappresentate figure di santi significative per quanto riguarda la dedicazione della chiesa e del luogo in cui sorge. Si tratta di san Pietro, il primo capo della Chiesa per diretto mandato di Gesù, e di san Pio V, il pontefice cui si deve – dopo la battaglia di Lepanto – l’attributo di “Ausiliatrice” alla Madonna.

E poi di santi legati alla storia e alle vicende della Chiesa riminese: ed ecco san Gaudenzo, per dichiarare l’appartenenza alla diocesi riminese; e san Tommaso, dalla cui chiesa soppressa era stato possibile ottenere il terreno su cui quella nuova è sorta; i santi Elisabetta e Stefano d’Ungheria, molto venerati dai profughi veneziani che qui furono ospitati dal 1917 al 1919 e il cui ricordoera ancora ben vivo nella gente del luogo.

Particolarmente interessante (e anche rara dal punto di vista iconografico) è l’immagine di san Gaudenzo vescovo e martire, il protettore della diocesi riminese, rappresentato come il protagonista “ortodosso” del conciliabolo di Rimini dell’anno 359 (tiene in mano il testo del concilio di Nicea –”Concilium Nicoenum”- e sotto i piedi i risultati inaccettabili del concilio di Rimini).

Queste vetrate figurate si alternano ad altre solo decorative, di splendida policromia, con al centro un elemento simbolico sempre uguale – riferito a Maria stella maris – accompagnato da motti latini.

Tutte hanno subito danni durante la guerra, ma sono state restaurate con molta cura e perizia a Bologna. Recentissime (del 2018) sono poi le sei vetrate poste nel prolungamento della chiesa (cioè nelle cappelle che affiancano l’ultima campata): sono state fatte per celebrare il centenario della nascita del beato Alberto Marvelli dalla ditta GIBO di Verona.

Oltre a Maria Ausiliatrice e a san Giuseppe rappresentano santi e beati della Congregazione salesiana: san Giovanni Bosco con san Domenico Savio, i martiri missionari salesiani Luigi Versiglia e Callisto Caravario, santa Maria Domenica Mazzarello con la giovane beata Laura Vicuña, il Sacro Cuore con il beato Alberto Marvelli.

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Articolo realizzato durante il Corso di Comunicazione Sociale
dagli studenti delle nostre scuole, come progetto di alternanza scuola-lavoro