Questo articolo è una continuazione del precedente, in merito alla realizzazione della chiesa di Maria Ausiliatrice e può anche esso fungere da guida per coloro che vorrebbero conoscere in maniera più approfondita la storia di questa chiesa.

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La vera progettazione di una chiesa proporzionata al lotto di terreno ceduto dal Comune alla Curia diocesana venne affidata ad un altro bolognese di buona fama, l’ingegner Giuseppe Gualandi (1870-1944), che fornì un disegno di dimensioni modeste e questa volta in stile “gotico”, la cui parte muraria venne realizzata fra il 1912 e il 1913.

Il Gualandi era un “figlio d’arte” (suo padre, Francesco, era stato uno dei principali esponenti del neogotico italiano) e per la sua professionalità, il carattere tranquillo e i suoi modi signorili fu molto stimato dalla Curia riminese, che in seguito gli affidò parecchi altri lavori, compresa la riedificazione della chiesa di San Lorenzo in Strada a Riccione, sempre in stile gotico (purtroppo distrutta durante l’ultima guerra mondiale).

Il Gualandi progettò una chiesa ad unica navata, con un soffitto con volte a crociera e archi acuti sorretti da piloni polistili leggermente scostati dalle mura d’ambito, ma congiunti ad esse da brevi setti murari (che svolgono la stessa funzione statica dei contrafforti nel vero gotico), in modo da formare otto cappelle laterali, anch’esse coperte a crociera, poco profonde, tranne le ultime due, che erano un po’ più ampie e formavano una specie di breve transetto.

Il rosone della facciata e le slanciate monofore delle pareti laterali illuminavano le quattro campate che costituivano il corpo della chiesa, concluso da un’abside poligonale con volta a costoloni e con finestre circolari poste in alto, circondata da un deambulatorio. Si trattava di un’architettura neomedievale semplificata e piacevole: gli archi gotici venivano considerati simboli di “aspirazione all’alto”, e lo stile gotico uno stile mistico, cristiano per eccellenza.

Infatti dieci anni dopo un bravo sacerdote di Riccione esaltava così la sua chiesa “gotica” (progettata nel 1920 sempre dal Gualandi): «con le sue cuspidi scintillanti ammonisce l’uomo della ricerca dei beni superiori e con le sue arcate gotiche, quasi mistiche braccia elevate al cielo, nell’atteggiamento devoto della preghiera, invita dolcemente al raccoglimento e all’effusione dell’anima in Dio» (don Giovanni Montali, 1923).

La prima pietra della chiesa fu benedetta e collocata il 17 novembre 1912; la prima celebrazione liturgica avvenne a chiesa ancora largamente incompiuta il 17 agosto 1913. Purtroppo i lavori si interruppero presto: la grande guerra mondiale teneva lontano la gente dal lido, che nel 1917 fu occupato da migliaia di profughi veneti.

Nel 1918 il vescovo di Rimini (mons. Vincenzo Scozzoli) istituì una nuova parrocchia a mare della linea ferroviaria, che faceva capo alla nuova chiesa.

La parrocchia e la sua chiesa – questa ancora “nuda”, cioè priva di pavimento, altari, immagini, arredi – l’anno successivo vennero affidate alla “Società di San Francesco di Sales”, cioè ai Salesiani, che vi inviarono un prete piemontese già cappellano militare durante l’ultimo conflitto: don Antonio Gavinelli (1885-1968).

A questo prete si deve, oltre alla fondazione e al successo dell’Opera salesiana a Rimini, il completamento della chiesa.

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Articolo realizzato durante il Corso di Comunicazione Sociale
dagli studenti delle nostre scuole, come progetto di alternanza scuola-lavoro