Lo scorso 20 febbraio, nell’ambito dell’evento che ha sancito l’attribuzione alle Opere Sociali Don Bosco della certificazione di Apple Distinguished School, è stata intitolata la nuova e attrezzata aula dello Spazio Educativo Evoluto a don Francesco Beniamino Della Torre. Don Della Torre fu il primo Direttore delle Opere Sociali Don Bosco inviato a Sesto assieme a un manipolo di salesiani pionieri dall’allora Arcivescovo di Milano Cardinal Alfredo Ildefonso Schuster (che, tra l’altro, dà il nome al Palazzo Schuster in cui è inserita l’aula stessa).

Per chi non conoscesse questa interessante figura riportiamo alcune sue note biografiche.

DON FRANCESCO BENIAMINO DELLA TORRE

Primo Direttore delle Opere Sociali Don Bosco (Pralboino 22 giugno 1912 – Milano 24 gennaio 1969)

La numerosa e devota famiglia di origine Don Francesco Beniamino Della Torre nasce a Pralboino (BS) il 22 giugno 1912 da Francesco e Filomena Faita. Oltre ai genitori in famiglia sono in tredici, tra fratelli e sorelle. Marta, la primogenita, entra tra le suore salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice; Giuseppe, il sestogenito, diventa sacerdote salesiano e svolge la sua missione in Canada.
Gli studi e l’inizio della vita religiosa salesiana Francesco, dodicesimo figlio, è avviato agli studi presso l’Istituto Salesiano Sant’Ambrogio di Milano. Nel 1928 entra giovanissimo tra i Salesiani: ha sedici anni quando emette la prima professione religiosa nel noviziato di Chiari. Per gli studi superiori frequenta il Liceo Classico a Valsalice (TO) e poi si laurea a pieni voti nel 1938, frequentando la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano. La vivacità del suo ingegno e le ricche risorse spirituali che in lui brillano in maniera evidente, inducono i suoi superiori a inviarlo a Roma per frequentare l’Università Pontificia Gregoriana, dove consegue la licenza in Teologia morale e successivamente, nel 1940, viene ordinato sacerdote. Fino al 1944 è a Parma dove acquisisce l’abilitazione all’insegnamento e insegna Storia e Filosofia nel Liceo salesiano. Nel settembre dello stesso anno viene trasferito a Milano.
A Milano, animatore equilibrato della Resistenza Della sua cattedra di insegnamento fa una palestra di vita e di amore per gli ideali più alti di religione, libertà e patria. Nella bufera bellica che sconvolge il Paese si allinea logicamente e naturalmente con quei giovani che per le medesime idealità combattono. Entrato nel movimento della Resistenza è in contatto assiduo con i membri del Comitato di Liberazione Nazionale che nell’Istituto Salesiano di Milano si riunisce segretamente. Qualcuno rimane un po’ sorpreso e perplesso, vedendolo fare scorribande in moto o in bicicletta in tarda serata e, soprattutto, senza abito talare. Sfugge varie volte a catture e attentati.
A Sesto San Giovanni la collaborazione con gli imprenditori locali Cessato il fragore delle armi, riceve l’incarico dall’Arcivescovo di Milano Cardinal Ildefonso Schuster di guidare il primo gruppo di Salesiani che si insedia, l’8 dicembre 1948, nel quartiere Rondinella di Sesto San Giovanni per dar vita a quelle che sono le Opere Sociali Don Bosco.
Ad Arese, il cuore della sua attività di educatore Nel 1955 l’Arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini lo chiama a gestire la rieducazione bei cosiddetti “Barabitt”, internati nell’Istituto Beccaria di Arese. Fonda il Centro Salesiano San Domenico Savio e soprattutto vi impianta il metodo educativo e preventivo di Don Bosco.
Di nuovo a Milano e la prematura scomparsa Dal 1965 al 1968 don Della Torre ritorna a Milano e impianta il nascente Convitto Universitario Paolo VI, nella parrocchia di via Rovigno. Dal settembre 1968 è assistente spirituale degli studenti, dei docenti e del personale tecnico e amministrativo dell’Università Bocconi e della Rettoria San Ferdinando. Muore improvvisamente il 24 gennaio 1969, nel giorno dedicato al ricordo di san Francesco di Sales. È sepolto ad Arese. [Cfr. il libro “Don Della Torre, con i giovani in difficoltà”, Centro Salesiano San Domenico Savio Editore, Arese, 1993].