“DUE BAGAGLI IN UN ARMADIO: la coppia e la relazione con le famiglie di origine”. Si intitola così la prima tappa della proposta di animazione familiare “I virus della coppia” organizzata per l’anno 2025/26 dal Settore Famiglia dall’Associazione dei Salesiani Cooperatori accompagnati dai Salesiani Don Bosco dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana e dalle FMA dell’Ispettoria Lombarda, impegnati nelle attività di sensibilizzazione delle famiglie su temi cari alla coppia e mai banali. La prima giornata del 9 novembre si è svolta presso l’Istituto Salesiano Paolo VI di Nave (BS) ed è stata incentrata sulle relazioni che la coppia ha con la propria famiglia d’origine, come si intuisce già dal volantino che vede due bagagli che vengono portati verso quell’unico armadio che andranno a condividere nella propria casa. Stupisce sin dal primo momento come questa atmosfera familiare si respiri a pieni polmoni e, passando dai sorrisi accoglienti dei Salesiani Cooperatori e di tutti i partecipanti, arrivi dritta al cuore. Immediatamente ci si sente scaldati come in una coccola, non solo dal buon odore di caffè appena preparato o dalle torte e dai dolcetti portati in condivisione che accolgono gli ospiti deliziandoli con qualche chiacchiera conoscitiva e di presentazione, ma perché tutti sono coinvolti nell’accoglienza, persino i piccoli che vengono subito chiamati a giocare. Siamo circa 180 persone e tutti sono partecipi perché si sentono parte di una grande famiglia di famiglie che, come ci ripetono spesso questi amici, è la loro affascinate missione. Questa usuale accoglienza calorosa ed accurata si riflette in tutte le scelte, dalle proposte delle tematiche da affrontare, al pranzo condiviso, all’animazione dedicata ai bambini e ai ragazzi di ogni età. Ogni dettaglio è pensato e studiato, senza però che questa cura sia un ossessivo bisogno di perfezionismo, ma sia il conseguente scaturire dall’amore e dall’attenzione che i genitori hanno per i loro figli.
La giornata è stata ricca di attività formative. Al mattino si inizia con la preghiera comunitaria, animata da Suor Carla, Delegata Provinciale FMA, seguita poi dalla lezione frontale tenuta da una coppia di professionisti nel settore familiare, Nicoletta Musso e Davide Oreglia, che si sono addentrati nella tematica del rapporto della coppia con le famiglie di origine con notevole maestria e giocosità, rimarcando e fissando, anche grazie a brevi momenti di condivisione di coppia, i messaggi fondamentali da portare a casa, uno fra tutti che “la propria autobiografia non è il proprio destino”, una frase che colpisce e che dà speranza di riflessione per le molte prese di posizione che spesso si instaurano a livello familiare, soprattutto nel difficile contesto che viviamo oggi.
Si tratta di un tema centrale e particolarmente complicato per la coppia, dove alcune situazioni legate alle tradizioni o al modo di pensare e agire “ereditato” dalla famiglia di origine possono mettere a dura prova la tenuta della coppia stessa e, se trascurate nel tempo, possono provocare una microfrattura che rischia di diventare sempre più grande con il passare del tempo.
Al pomeriggio, sulla scia di quanto trattato al mattino, si è continuato a lavorare in gruppetti di coppie guidati da una coppia moderatrice, analizzando una situazione familiare in modo da far emergere domande e riflessioni, da sviluppare in un dialogo di confronto, fino al raggiungimento di una sintesi condivisa.
Come coppia la giornata ci ha suscitato molte riflessioni, in particolare ci ha portato a riflettere sul fatto che i due sposi vanno a sistemare i propri bagagli, con le proprie esperienze e le proprie identità in un armadio già costruito da un Altro, che nell’esperienza cristiana è Cristo, che nella coppia si rende presente nei volti dei due sposi che costruiscono la famiglia. Dio li ha scelti prima e ha custodito la loro relazione di coppia fin dai primi istanti del loro incontro e i due, riconoscendo nella propria valigia, hanno sigillato il rapporto con Lui nel giorno del matrimonio dicendo il loro Sì. Da qui la famiglia diventa evoluzione continua seguendo il Destino guidato dal Costruttore dell’armadio. La nostra autobiografia non è il nostro destino perché il nostro Destino è in evoluzione, due aspetti del percorso di coppia anch’essi sottolineati da Nicoletta e Davide attraverso la storia del libro di Ruth.
Essere in famiglia per essere per Cristo. Questa è la vocazione di ogni coppia di sposi, che necessita di essere alimentata continuamente ogni giorno nel cammino della famiglia. Questo concetto è stato ben espresso all’interno della messa comunitaria a conclusione della giornata, anch’essa animata da tutte le famiglie e celebrata da Don Roberto Dal Molin, Ispettore dei Salesiani.
Siamo grati ad esperienze come questa perché, tornando alle nostre case, ci ricordano che, per citare una nota canzone di Ultimo, non “siamo bagagli che viaggiano in ordini sparsi”, ma che le nostre famiglie hanno un cammino tracciato a cui guardare, un’educazione alla crescita e alla custodia della propria coppia e delle relazioni che ci sono affidate, di cui diventiamo sempre più coscienti e responsabili.
Federica e Gianluca, Ravenna



