Inaugurata a Nave la nuova Esperienza di Accoglienza, Fraternità e Missione Salesiana
NAVE (BS) – Domenica 30 Agosto 2026
Un mandato, una visita, una Celebrazione.
In tre momenti, nella mattinata di domenica, ha preso ufficialmente vita CASA Nave: il Progetto che riunisce, sotto lo stesso tetto, la Comunità dei Salesiani di Don Bosco, la Comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice e una Famiglia, per fare della CASA un Laboratorio di Comunione, Accoglienza e Formazione aperto al territorio.
Una mattinata in tre momenti
Alle 9 di Domenica 30 Agosto 2026, nella Casa Salesiana di Nave, il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Fabio Attard, ha consegnato il mandato al Direttore della Casa, don Erino Andrea Leoni, alla presenza dell’Ispettore ILE, don Roberto Dal Molin, e del Consigliere Regionale, don Juan Carlos Pérez Godoy: il primo atto formale di una Comunità di Condivisione e di Comunione.
La mattinata è continuata con la visita alla CASA e ai suoi spazi in presenza dell’Ispettrice ILO, sr. Stefania Saccuman, insieme alle due Comunità religiose e alla Famiglia residente.
Questa Nave ha accolto e formato generazioni di figli di Don Bosco. Da questa Nave parte oggi una nuova navigazione.
| don Roberto Dal Molin, Ispettore ILE
Alle 11.30, nella Cappella Maria Ausiliatrice, la Celebrazione Eucaristica di inaugurazione, presieduta dal Vescovo di Brescia, Mons. Pierantonio Tremolada, con il Rettor Maggiore Don Fabio Attard, la Consigliera Visitatrice FMA, sr. Paola Battagliola, le Comunità Religiose, la Famiglia residente, le Autorità, gli Amici e le tante persone che hanno voluto condividere l’inizio di questa nuova esperienza.
Lungo la strada che porta alla vita ci sono delle case: luoghi dove ti puoi fermare, dove puoi sentirti accolto, dove puoi condividere una riflessione sul senso di quello che stai vivendo. Tra queste case mi piace collocare CASA Nave: casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita, cortile per incontrarsi. Una casa lungo la via, per sostare e ristorarsi, condividendo un’esperienza che mi piace chiamare di fraternità educativa nel tessuto vivo della nostra Chiesa diocesana.
| Mons. Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia
Una CASA. Tre vocazioni. Un’unica missione.
CASA Nave nasce da un’intuizione radicata nelle origini dell’esperienza salesiana: prima ancora di offrire attività, offrire una CASA.
Un Luogo nel quale poter arrivare, essere accolti, incontrare qualcuno, fermarsi.
Il Progetto mette insieme tre presenze distinte e, allo stesso tempo, profondamente integrate:
la Comunità dei Salesiani di Don Bosco (SDB),
la Comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA),
la Famiglia composta da padre, madre e due figlie.
Tre vocazioni e tre modi differenti di abitare la quotidianità che scelgono di incontrarsi attorno a un’unica Missione. Ciascuna realtà mantiene i propri spazi e la propria autonomia, condividendo però momenti di preghiera, fraternità, confronto e servizio.
Anche la guida della CASA racconta questa scelta: è affidata a un Consiglio della CASA, composto dai Direttori delle due Comunità religiose e dai genitori della Famiglia.
Una responsabilità condivisa che riflette, nel quotidiano, lo spirito con cui nasce il Progetto.
Siamo qui per un nuovo inizio, per vocazioni che camminano insieme nella Chiesa, per un’unica missione. Siamo Chiesa radicata nella comunione ecclesiale e siamo Chiesa con la forza viva di un carisma, quello salesiano, che è a servizio dei giovani, delle famiglie, della gente.
| Sr Stefania Saccuman, Ispettrice ILO
CASA. Chiesa. Scuola. Cortile.
Da questa idea di CASA prendono forma le quattro dimensioni tradizionali dell’Esperienza Salesiana, che guidano il Progetto:
Una CASA che Accoglie
spazi aperti alla condivisione, all’ascolto e alla possibilità di sentirsi parte di una comunità.
Chiesa che Evangelizza
occasioni e percorsi di fede, spiritualità e discernimento capaci di entrare in ciascuno e ciascuna.
Scuola che avvia alla Vita
esperienze formative, accompagnamento educativo e particolare attenzione ai ragazzi e alle ragazze che attraversano situazioni di difficoltà.
Cortile per Incontrarsi
gioco, informalità e socialità tornano a essere preziosi per creare relazioni autentiche.
È Lui la casa che accoglie, è Lui la parrocchia che evangelizza, è Lui la scuola che avvia alla vita, è Lui il cortile dove incontra tutti rendendoli amici. Voi siete chiamati a fare di questa esperienza il luogo della Sua Presenza. Vivete tutto questo fra voi e per tutti coloro che si affacceranno alla porta di casa.
| Don Fabio Attard, Rettor Maggiore SDB – dal Mandato alla Comunità
Quattro dimensioni differenti, unite dalla stessa convinzione:
l’incontro con le persone viene prima dell’attività programmata.
È qui che il Progetto recupera una delle intuizioni più profonde del carisma di Don Bosco:
educare attraverso la presenza e costruire relazioni capaci di diventare significative.
Una CASA già viva
L’inaugurazione non rappresenta l’apertura di una struttura ancora da riempire, ma il riconoscimento di una CASA che ha già iniziato a vivere, accogliere e costruire relazioni.
Oggi vediamo un orizzonte chiaro. Questa casa non è mai stata chiusa in se stessa: è sempre stata in fortissima relazione con il territorio. Non ci sentiamo ospiti, ci sentiamo già coinquilini, naviganti insieme a voi in questo varo. E permettetemi di ricordare: Dante Dossi, don Eugenio Riva, don Vincenzo Biagini e don Nello Doff-Sotta che ha garantito per anni la celebrazione a Conche
| Matteo Franzoni, Sindaco di Nave
Sono infatti già attivi percorsi formativi rivolti a scuole, gruppi e famiglie, insieme a un servizio di doposcuola pomeridiano dedicato ai giovani del territorio.
Il messaggio, Qui c’è CASA anche per Te, ne sintetizza l’identità.
CASA Nave vuole essere riconoscibile non soltanto attraverso ciò che organizza, ma soprattutto attraverso il modo in cui accoglie chi ne attraversa la porta.
La mia preghiera e il mio augurio è che questa comunità — Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e una famiglia — possa continuare nella dinamica dell’ascolto: della realtà del territorio, della Chiesa locale, del carisma. Perché possiamo intercettare le nuove povertà, che spesso sono nascoste e, quando non sono nascoste, vengono negate e accantonate. Siamo qui per cogliere il grido dei giovani, dei ragazzi, delle famiglie, e per offrire i nostri cinque pani e due pesci.
| Don Fabio Attard, Rettor Maggiore SDB
Da oggi, a Nave, questa esperienza ha ufficialmente una CASA; quella casa vuole essere aperta.
Lo dico con commozione: dietro a questo momento c’è il lavoro di tanti e la generosità di chi si è reso presente. Abbiamo bisogno che quest’opera non sia nostra, ma sia di Dio.