“Il sé è il metodo”; afferma così la dottoressa Anna Campiotti, psicologa e psichiatra, di fronte ai di docenti, salesiani, catechisti, consiglieri riuniti martedì 3 settembre a Treviglio (BG) in occasione della giornata di formazione per i Consigli delle Comunità Educativo-Pastorali (CCEP) delle scuole salesiane nell’Ispettoria Lombardo-Emiliana, ILE. Tema dell’intervento Le relazioni nel Consiglio della Comunità Educativo Pastorale sono luogo di speranza.
Ed è proprio rispetto all’importanza della relazione che va letta l’affermazione della dottoressa Campiotti: “La relazione è ciò che permette al sé di essere ciò che è. Quando la mamma dice al suo bambino: ‘Guardami’, lo sta riportando a sé, lo sta riconducendo alla persona che il bambino veramente è: non a caso, re-lazione dipende dal latino re-ferre, ‘ri-portare’”. Perciò, “il metodo della relazione è il sé: è ciò che costruisce il sé ad essere relazione vera, vero legame”. E soggiunge, “l’esperienza più profonda di relazione è quella che accade al bambino nel grembo di sua madre: circondato dall’amore di un’alterità, lasciandosi fare. È un’esperienza religiosa, un legame profondissimo, una vera relazione, che permette di comprendere che cos’è il senso religioso”.
Gli spunti teorici lasciati dalla dottoressa Campiotti vengono poi messi in atto, in un lavoro collegiale di Consiglio delle CEP. Divisi nelle varie case d’appartenenza, i Consigli delle CEP si ritrovano proprio per fare il punto sulle relazioni: come procedono le relazioni all’interno del Consiglio? Quali strategie adottare per migliorarle? Come attuare le provocazioni ricevute durante l’intervento di apertura? Il lavoro, franco e schietto, lascia tempo per far emergere qualche conclusione. Dopo la pausa per il pranzo, una nuova sessione di lavoro collegiale permette di stendere una “carta di navigazione” per l’anno scolastico che si apre.
Queste le sfide affrontate nel tradizionale e significativo incontro che raduna da tutte le scuole salesiane di Lombardia ed Emilia-Romagna non solo direttori e presidi, ma tutte le figure animative proprie della tradizione salesiana coinvolte nei consigli della Comunità educativo Pastorale (catechisti, consiglieri, educatori…)
La messa conclusiva è stata presieduta dall’Ispettore, don Roberto Dal Molin.
Importante è la sottolineatura che proprio don Roberto rispetto alla giornata, specificando che essa s’inquadra nell’anno del Giubileo della Speranza, prossimo all’inizio. “Il Giubileo possiede due tratti: il pellegrinaggio e il risanamento dei rapporti. Il pellegrinaggio è un viaggio in avanti nello spazio e indietro nel tempo, verso un evento passato, che ha senso ancora oggi; il nostro anno, che si vive tutti insieme, può essere un pellegrinaggio? Risanare i rapporti ci porta a riflettere sul fatto che l’asse verticale della riconciliazione con Dio implica il prendere sul serio l’asse orizzontale, quello del ristabilimento dei rapporti con gli altri”.
A conclusione dei lavori uno dei partecipanti ha commentato: “Si è trattato anche di una bella occasione per tanti confratelli e dipendenti laici di incontrare volti amici, gente con cui si è lavorato gomito a gomito per anni e con cui ci si è salutati perché obbedienze o trasferimenti hanno condotto in case lontane”.



