Il giorno in cui la Basilica di San Marino sostò con Papa Leone sulle orme di Cristo

di don Marco Mazzanti sdb, Rettore della Basilica del Santo Marino

L’arrivo

Nella tarda mattinata di sabato 22 agosto 2026 le campane hanno cominciato a suonare a festa:
questo era il segno che il corteo si era messo in cammino da Palazzo Pubblico. Gli Eccellentissimi
Capitani Reggenti, seguiti da Sua Eccellenza Monsignor Domenico Beneventi, accompagnavano il
Santo Padre verso la Basilica.

È toccato proprio a me accogliere il Santo Padre sulla soglia della Basilica: un gesto che ho
compiuto varie volte per salutare tanti fedeli e pellegrini, e che quella mattina mi è sembrato, per la
prima volta, del tutto nuovo. Per prima cosa ho salutato devotamente Papa Leone XIV ed in seguito
ho presentato il Crocifisso per il bacio. Proprio nell’istante, quando abbiamo varcato la navata
centrale, la Corale di San Marino ha intonato l’Ave Verum Corpus KV 618 di Mozart, per coro
organo: una musica contemplativa che preparava il primo momento di adorazione al Santissimo
Sacramento.

Adorazione, reliquia, discorsi e benedizione

Non è stata celebrata una Santa Messa, come qualcuno forse si aspettava: la visita del Santo Padre
in Basilica è stata un momento di adorazione, di venerazione delle reliquie del Santo, di discorsi e
di benedizione, e proprio in questa sobrietà ho trovato una intensità che non dimenticherò
facilmente.

Il Santo Padre si è fermato in adorazione del Santissimo Sacramento presso l’altare dedicato alla
reliquia del Santo, mentre gli Ecc.mi Capitani Reggenti prendevano posto nel trono. È seguita
l’incensazione e la venerazione della Reliquia insigne di San Marino, collocata per l’occasione in
corrispondenza della statua del Santo, dietro l’altare maggiore: vedere il Papa raccolto proprio
davanti al busto reliquiario d’argento che custodisce la parte superiore del cranio del Santo mi ha
dato la misura di quanto l’antica storia sammarinese sia, in realtà, parte integrante della grande
storia della Chiesa.

Il Santo Padre si è poi posto al centro del presbiterio, davanti l’altare maggiore, e ha rivolto il saluto
liturgico a tutta l’assemblea. È seguito l’omaggio di benvenuto di Sua Eccellenza Monsignor
Beneventi e, subito dopo, si è tenuta l’allocuzione di Papa Leone XIV ai presenti: parole rivolte a un
popolo antico per vocazione, in cui ho colto l’esplicito richiamo al legame che dalle origini unisce
la fede di questa comunità alla libertà cercata e custodita su questo monte dal Santo diacono
Marino.

Mi sono rimaste impresse, in particolare, alcune sue parole ai giovani: «tenete aperta questa
finestra!» e ancora: «Seguite con lo sguardo dell’anima i sentieri tracciati in voi dai desideri grandi
di bellezza, di bontà e di vita che portate nel cuore». Inoltre, riferendosi all’aiuto di Gesù Cristo, ha
sottolineato che «con il suo aiuto i vostri sogni avranno la forza di incidere nella storia e
migliorarla».

In seguito, si sono svolti questi momenti: la benedizione del Santo Padre, la consegna del dono
della Diocesi nelle sue mani da parte del Vescovo Domenico, e il baciamano di una delegazione di rappresentanti diocesani: gesti semplici, eppure carichi, in quel contesto, di un significato profondo
di affetto filiale e di profonda stima per il Vicario di Cristo.

Il congedo

All’uscita del Santo Padre dalla navata centrale — ancora accompagnato dal Vescovo, dagli Ecc.mi
Capitani Reggenti, e dal sottoscritto — la Corale di San Marino ha eseguito l’Exsultate Deo (Salmo
80) di Alessandro Scarlatti. Ricordo di essermi voltato un attimo verso l’assemblea, prima di seguire
il corteo: i sacerdoti, le suore ed i fedeli raccolti cercavano di carpire un saluto e una stretta di mano
a Papa Leone.

Dal sagrato della Basilica, il Santo Padre ha salutato i fedeli, ma si è rivolto soprattutto ai giovani
della Diocesi radunati in Piazzale Domus Plebis, dedicando loro alcune parole toccanti per
l’occasione. A loro ha detto con semplicità: «aprite la porta del vostro cuore, ascoltate sempre Gesù
Cristo, e non abbiate paura, mai, di ascoltare quello che Gesù vuole dire ad ognuno di voi». Poi ha
aggiunto: «riconoscete in voi stessi il valore della vita», ricordando a ciascuno che «la tua vita ha
tanto valore, per noi, per la Chiesa, per la tua famiglia, per tutto il mondo».

Poi le campane sono
tornate a suonare a festa, e in quel suono ho sentito, quasi fisicamente, il peso e la gioia di tutto ciò
che avevamo appena vissuto con profonda intensità.

Quello che resterà

Mi hanno chiesto, nei giorni successivi, che cosa porterò con me di quella giornata. Ho provato a
rispondere più volte, e ogni volta mi accorgo che la risposta si arricchisce sempre più di vari
elementi.

Resterà soprattutto una frase, che mi sembra raccogliere il senso più profondo di quella Visita
Pastorale: «Noi crediamo che il Vangelo è via di libertà per gli uomini e le donne di ogni tempo, e
che in Gesù Cristo e nella sua Parola trovano senso e risposta definitiva le gioie, le ferite e le
domande più profonde dell’umanità. Perciò siamo convinti che il dono più grande che possiamo
fare ai fratelli e alle sorelle che il Signore mette sul nostro cammino è quello di aiutarli a incontrare
Lui, il Dio fatto uomo, morto e risorto per noi, e in Lui trovare salvezza».

In queste parole ho sentito non solo un incoraggiamento rivolto ad ogni fedele, ma anche una consegna fatta a tutta la nostra Chiesa di San Marino – Montefeltro: credere che il Vangelo non rimane ai margini della
storia, ma può ancora attraversarla, plasmarla e renderla più umana. E resterà, infine, la
consapevolezza che quella mattina la Basilica è stata davvero il centro del mondo per il nostro
popolo — un luogo dove la storia di un monte, di un santo scalpellino e di una libertà antica si sono
lasciate visitare e custodire, ancora una volta, dal Successore di Pietro.

Don Marco M.