Piado Piado verso Lampedusa

I giovani dell’oratorio Don Bosco di Arese presentano “Piado Piado verso Lampedusa”: una serata pensata per sostenere e finanziare la loro esperienza missionaria.

Una serata di condivisione e partecipazione

Oltre 800 piadine preparate a mano, più di 300 persone presenti e una comunità che si è messa in gioco per sostenere un progetto più grande. È questo il cuore di “Piado Piado verso Lampedusa” organizzataodall’oratorio di Arese, un momento di convivialità che ha unito festa e impegno concreto.

Durante la serata sono stati proposti diversi impasti – classici, integrali, agli spinaci, alle carote e alle barbabietole – accompagnati da dieci differenti farciture. La cena è iniziata con un antipasto di gnocco fritto e salumi, è proseguita con il giro-piada e si è conclusa con brownies per tutti, in un clima di grande partecipazione.

Il valore del sostegno condiviso

Fondamentale è stato il contributo di tante persone che hanno scelto di sostenere l’iniziativa. Circa 50 kg di farina donati, i salumi, i premi della lotteria e i vini per l’asta benefica sono segni concreti di una rete che si è stretta attorno a questo progetto.

Un sostegno che racconta il valore della corresponsabilità e della condivisione, rendendo possibile una serata costruita insieme, passo dopo passo.

Uno sguardo rivolto a Lampedusa

Il ricavato della serata contribuirà a sostenere l’esperienza missionaria che attende un gruppo di giovani dell’oratorio. Dal 27 luglio al 4 agosto, infatti, 20 ragazzi partiranno per Lampedusa, accompagnati da Don Luca, Sr. Flavia e dai loro educatori.

Sarà per loro un tempo di crescita nella conoscenza, nella sensibilizzazione e nel servizio, a contatto con la realtà dei migranti che giungono sull’isola. Un’esperienza che li porterà a confrontarsi con storie e volti capaci di interrogare e aprire lo sguardo.

Una comunità che diventa missione

“Piado Piado verso Lampedusa” non è stata soltanto una serata riuscita, ma un primo passo concreto verso questo cammino. Un segno semplice ma forte di una comunità che si mette in gioco e che, insieme, sceglie di farsi missione.

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