LA MISTICA DELL’AMORE con Adrienne von Speyr e Hans Urs von Balthasar | Antoine Birot
Commento a cura di don Stefano Vanoli
Se avete il minimo interesse per la teologia di Hans Urs von Balthasar o semplicemente per la teologia, farete un buon acquisto procurandovi questi libri. Si tratta di un lavoro di ricerca voluminoso e ben giustificato, dal momento che si tratta dell’enorme opera dell’«uomo più colto del XX secolo» (secondo il giudizio illuminato di De Lubac), ma ugualmente della messa per iscritto, anch’essa voluminosa, dell’esperienza mistica di Adrienne von Speyr, dalla cui esperienza Balthasar ha dichiarato, con insistenza, essere la sua opera indissociabile. Malgrado lo spessore dell’insieme, non temete: questi libri sono scritti secondo un linguaggio pedagogico, accessibile anche a dei lettori non iniziati agli arcani della teologia.
Questa ricerca impressiona prima di tutto per la qualità e l’ampiezza della sua informazione. Per quanto concerne Adrienne von Speyr e Balthasar, questa informazione è sempre di prima mano. L’autore ha letto tutto e scrutato tutto di queste due enormi opere. Ha sovente avuto ugualmente un contatto diretto con i Padri della Chiesa e con la storia della teologia medioevale, moderna e contemporanea, negli aspetti che concernono la figura del Cristo, la Trinità e la mistica, con pure delle aperture su domini raramente esplorati come, ad esempio, le preziose pagine consacrate alle teologie “kenotiche” del XIX secolo e al pensiero di Bulgakov.
L’Autore si diffonde nella presentazione dell’esperienza e del pensiero della von Speyr, mentre nell’esposizione del pensiero teologico di Balthasar è meno dettagliato. Ciò dipende dal fatto che l’opera di Adrienne è meno conosciuta di quella di Balthasar, e che uno dei fini dell’Autore è di mostrare a qual punto fu determinante l’apporto di Adrienne per la teologia di Balthasar. Se dunque, il vissuto soggettivo, molto originale, di Adrienne von Speyr, ma anche finalmente di Balthasar, sono stati evocati con qualche dettaglio, non è in alcun modo al fine di esaltare un’esperienza mistica personale, ma per evocare il contesto storico e spirituale nel quale s’è sviluppato un pensiero teologico ed una mistica “oggettiva” di eccezionale qualità.
L’oggetto del primo volume è la mistica cristiana dell’Amore, la mistica che discende dal mistero di Dio come Amore. «Dio è Amore. Chi rimane nell’Amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1Gv 4,16). Quando l’uomo si apre all’Amore, ed entra nella dinamica dell’Amore, anche se non ne è cosciente, riceve una partecipazione al bene di Dio, alla vita di Dio. È raggiunto da Dio, e Dio fa di lui un partner. Dio, con il concorso dell’uomo, dà qui un nuovo dispiegamento alla fecondità del suo Amore nel mondo.
Ma come è raggiunto l’uomo da Dio? O piuttosto, per prendere la questione a monte: come Dio ha raggiunto l’uomo? E come un’effettiva unione, come le «nozze» che Dio ha preparato per l’uomo possono compiersi?
La risposta di Adrienne von Speyr e di Hans Urs von Balthasar è: tramite la Missione. Ciò che Dio ha fatto, e fa ancora, per noi sue creature, è scaturito da una misteriosa decisione eterna delle tre Persone divine, che ha dato luogo all’invio nel mondo, da parte del Padre, del Figlio e dello Spirito. Per noi uomini e per la nostra salvezza, l’Amore s’è fatto Missione. Per questa Missione il Verbo è divenuto uno di noi e lo Spirito ci è dato in condivisione.
Il mistero della Missione trinitaria decisa in cielo in nostro favore e che ingloba tutta la storia del mondo è al cuore della Rivelazione del Nuovo Testamento, al cuore del Vangelo, in particolare in quello di san Giovanni.
La tradizione teologica, la cristologia e la dottrina di Dio che si sono sviluppati nel corso dei secoli, ne hanno sempre tenuto sufficientemente conto?
Qui Adrienne von Speyr ha qualcosa di nuovo da dire.
Nel secondo volume ci si concentra sull’apporto teologico di Adrienne von Speyr, sul mistero di Dio-Trinità e del suo Amore per noi. Il contributo della Mistica è di una tale ricchezza che, dopo esser stato presentato in maniera diacronica nel primo volume, tale apporto diventa l’oggetto di una ripresa sintetica e di una messa in dialogo con altri grandi autori della Tradizione.
La ripresa ordinatrice della materia consegnata da Adrienne è utile e benvenuta, perché, come quella dei Padri e dei medioevali, la sua teologia si è sviluppata largamente sotto la forma di commentari della Scrittura.
Per realizzare la sua messa in ordine, l’Autore ha scelto di isolare sei temi teologici maggiori dell’opera di Adrienne, che sono intercorrelati l’un l’altro gerarchicamente e formano in definitiva ciò che deciderà di chiamare «l’URL teologico» della mistica dell’Amore secondo Adrienne von Speyr e Hans Urs von Balthasar. Come in internet l’indirizzo di una risorsa data si presenta, a partire da una cartella radice, sotto la forma della successione ordinata di molteplici cartelle parenti, allo stesso modo la mistica ha come presupposti una serie di preliminari precisi che la fondano, e che la radicano, ultimamente, nella Vita trinitaria di Dio. Per comprendere la mistica dell’Amore mettendo allo scoperto i suoi differenti livelli di fondazione, si “risalirà” dunque progressivamente, condotti dall’autore, dalla mistologia, e passando per la soteriologia, la cristologia fondamentale, la decisione trinitaria dell’invio del Figlio, e l’illimitazione della Vita divina eterna, fino al mistero dell’Amore assoluto intratrinitario.
Man mano che si risale verso l’origine, incontrando lungo la strada tante questioni che agitarono la vita della Chiesa e marcarono la storia della teologia, l’Autore non fa la caricatura della posizione dei Padri o dei teologi con i quali è in disaccordo su certi punti, ma sa valorizzare, con insistenza, gli aspetti che giudica positivi. Ciò è solo questione di giustizia e testimonianza di una grande onestà intellettuale. L’interesse dell’analisi è ugualmente enorme, là ove si mostra come un apporto recente può letteralmente sciogliere dei nodi del passato, e permettere a delle virtualità della Tradizione di continuare a dispiegarsi. Gli esempi forniti a questo riguardo dall’autore attireranno l’attenzione, come le visioni che ha scoperto nella mistica spagnola dell’età barocca, che non poterono ricevere al loro tempo tutta la loro spiegazione, ma che, con le categorie consegnate da Adrienne, ricevono un nuovo lustro (cf. vol. 2, c. 2).
Alle fondamenta cristologiche e trinitarie della mistica dell’Amore, il terzo volume apporta gli ultimi complementi ecclesiali. In simmetria con l’apporto di Adrienne è allora il luogo per considerare in dettaglio il posto che il Cielo voleva per Balthasar nella missione «a semi-lune»: il ruolo specifico che gli incombeva, e la parte attesa da lui sul piano del pensiero. Mai finora una tale presentazione era stata data di ciò che sta sullo sfondo dell’opera di Balthasar. Se è vero che, dal punto di vista letterario, le due opere sono distinte e rimangono senza fusione di alcun tipo, si comprende – vista la loro storia e la loro imbricazione sostanziale – che sono in senso stretto «di due metà di un tutto»; al punto che non è possibile spiegare correttamente e fino alla fine una di queste opere senza tenere conto dell’altra. Così non sarà mai possibile interpretare in tutta giustezza Balthasar passando oltre Adrienne van Speyr, e viceversa.
Ma con ciò l’ultima parola non è ancora pronunciata. Per l’Autore, che ci ha introdotto così profondamente nel mondo di Adrienne e di Balthasar, l’interesse della ricerca realizzata è finalmente legato alla nostra capacità ultima di discernere, attraverso tutto ciò che è stato esposto, il riflesso delle leggi dell’Amore. Qui si trova il punto ultimo raggiunto da questo lavoro. Qui si può riconoscere l’essenza della mistica: come partecipazione trinitaria, partecipazione alla Vita d’Amore di Dio, che è offerta misteriosamente ad ogni credente, e pure ad ogni uomo; e come carisma o missione ecclesiale, nel caso di questi destini particolari che Dio, secondo i suoi piani, vuole a volte dare a certuni dei suoi figli, sotto la protezione della Chiesa, per compiti decisi da lui e orientati al profitto di tutti. In tutti i casi è Dio che si dona. È l’Amore che si prodiga, che si offre in condivisione; e l’uomo ne beneficia, tramite un’autentica partecipazione.
L’apporto teologico considerevole contenuto in queste pagine sarà un nutrimento per la fede, il cuore e lo spirito di coloro che le leggeranno. Se la comprensione della storia della teologia ne esce senza alcun dubbio grandemente arricchita, ciò che più importa, al di là di tutto, è certamente l’illuminazione apportata al presente della vita cristiana e l’aiuto che una tale teologia dell’Amore potrebbe rappresentare per l’evangelizzazione del nuovo millennio. Dio consegna molto di Se stesso nella teologia di Adrienne e di Balthasar. Di una tale teologia, non ha il mondo bisogno più del pane?
(dalla Prefazione di Mons. André Léonard Arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles)



