Lo scorso 21 Giugno, il Santuario del Sacro Cuore di Bologna ha accolto con gioia la celebrazione dell’ordinazione diaconale e presbiterale di due giovani salesiani della nostra Ispettoria. Federico Gozzi è stato ordinato diacono, mentre Matteo Grigoli ha ricevuto l’ordinazione presbiterale per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di mons. Giordano Piccinotti, salesiano della nostra Ispettoria, attualmente presidente dell’APSA.
La liturgia, iniziata alle ore 15.30, è stata un momento di profonda comunione ecclesiale e vocazionale. Presenti numerosi confratelli, familiari, giovani e membri delle comunità salesiane del territorio.
Durante l’omelia, mons. Piccinotti ha rivolto parole di incoraggiamento e di affidamento ai due candidati, invitandoli a vivere il loro ministero con cuore docile, mani operose e spirito missionario, a servizio dei giovani e della Chiesa. Ha inoltre richiamato la centralità del Sacro Cuore, modello di amore generoso e misericordioso per ogni consacrato.
L’ordinazione è il culmine di un lungo percorso di formazione umana, spirituale e pastorale. Federico e Matteo hanno maturato la loro vocazione all’interno delle comunità salesiane della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, accompagnati da formatori, confratelli e laici che li hanno sostenuti nel discernimento e nella crescita.
Ora, don Matteo Grigoli inizierà il suo ministero presbiterale, al servizio della comunità cristiana e dei giovani, celebrando i sacramenti e annunciando il Vangelo secondo lo stile di Don Bosco. Federico Gozzi si prepara a vivere un anno di ministero diaconale, dedicandosi alla Parola, alla carità e alla liturgia, in vista della futura ordinazione sacerdotale.
La testimonianza di don Matteo Grigoli

Non è semplice mettere per iscritto cos’abbia significato per me essere ordinato sacerdote. Sarebbe forse necessario lasciar decantare ancora per qualche tempo quanto vissuto nella bella celebrazione dello scorso 21 giugno nel Santuario del Sacro Cuore a Bologna.
Provo allora a lasciarmi guidare dal racconto di quattro delle molte “coincidenze” occorse proprio in quel giorno, per condividere in semplicità quanto mi sia parso di essere stato accompagnato dalla provvidente mano di Dio in questo giorno così importante.
Iniziamo dalla data dell’ordinazione, 21 giugno, memoria di San Luigi Gonzaga. È nota a tutti la grandissima devozione di don Bosco per il giovane gesuita, modello di purezza e obbedienza per i suoi giovani. Per me fu un inaspettato compagno di viaggio proprio negli anni del discernimento alla vita sacerdotale, avendo dovuto accostare la sua storia per organizzare un pellegrinaggio a Castiglione delle Stiviere con i giovani salesiani di Nave. Di lui mi colpirono soprattutto la grande libertà interiore e l’assoluta dedizione alla volontà di Dio, cose per le quali andavo domandando il suo aiuto. Mi ha rallegrato il “ritrovarmelo” protettore nel giorno dell’ordinazione, quasi a dire che mi avesse accompagnato sino al momento cui dovevo essere condotto.
Quel giorno, poi, era il sabato della XI settimana del tempo ordinario, giorno in cui si conclude la lettura della Seconda Corinti con il “ti basta la mia Grazia” e in cui, nel Vangelo, Gesù parla dei “gigli del campo che non faticano e non filano”. Senza saperlo, la mattina decido di partecipare alla messa feriale e così mi ritrovo ad ascoltare queste parole… decisamente incoraggianti e singolari da ascoltare prima dell’ordinazione!
Ma c’è di più. Con mia grande sorpresa, sempre in quella semplice messa feriale, sentii risuonare un’altra parola incontrata con insistenza nei giorni precedenti. Rileggendo la storia di don Albera, infatti, scoprii che, nel momento dell’ordinazione, don Bosco gli suggerì di domandare la grazia di non scoraggiarsi mai (lett.) e la cosa mi colpì molto. Bene, al momento della preghiera dei fedeli un’invocazione recitava così: “perché non permetti che ci scoraggiamo per i nostri fallimenti, le nostre miserie, i nostri peccati, ma ci assicuri di vincere con la tua grazia… ti rendiamo grazie, Signore”. Un segnale chiaro che forse sarebbe stato conveniente anche per me domandare la stessa cosa!
La bellissima testimonianza di mons. Giordano, tanto nell’incontro del mattino quanto nell’omelia della S. Messa, ha poi ripreso e dato forma salesiana al cuore dell’ordinazione che è la conformazione della vita del sacerdote a quella di Cristo. C’è però stato un passaggio nella sua omelia che ha ripreso letteralmente una parola che il predicatore degli esercizi spirituali aveva pronunciato una settimana prima: “sparire, perché rimanga Cristo”. Parole doppiamente consegnate, dunque una chiara indicazione per la strada da percorrere!
Infine: una persona venuta da Nave per partecipare alla celebrazione mi accosta dicendomi: “Ho conosciuto tanti salesiani, tutti bravi. Ho conosciuto anche don Galli, che era davvero speciale. Coraggio anche tu!”. Quale sorpresa al sentire pronunciare quel nome, visto che durante l’ordinazione ho portato con me, nella tasca dei pantaloni, proprio una reliquia di don Galli affinché mi accompagnasse in quel momento!
Come dicevo, penso che non basterà la vita per entrare fino in fondo nel mistero dell’ordinazione sacerdotale; anche ora, mi pare qualcosa di così smisurato rispetto alle forze umane da apparirmi come qualcosa di “impossibile”. Nello stesso tempo, però, Dio mi ha fatto sentire concretamente la sua presenza. Lui c’è, è realmente presente, e questo deve bastare.



