Lampedusa è una parola simbolo, diventata emblematica di un contrasto ideologico sulla bocca di tutti: porta, frontiera, passaggio o barriera?
Eppure è anche e soprattutto, un’isola di pescatori, piena di storie da raccontare.
Noi gruppo giovani di Arese, dal 27 luglio al 4 agosto abbiamo avuto l’opportunità di scoprirle, insieme ai nostri educatori.
È stata un’esperienza di contatto diretto con una realtà che, troppo spesso nelle nostre vite, percepiamo come astratta.
Nei giorni che abbiamo passato sull’isola essa si è concretizzata davanti ai nostri occhi attraverso le voci del Dottor Bartolo, delle Suore della parrocchia, dei volontari di Mediterranean Hope, della Guardia Costiera, dei mediatori culturali e dei lampedusani stessi.
Tutte persone che nella loro vita si sono dedicate alla prima accoglienza dei migranti in Italia. Attraverso i loro racconti abbiamo capito l’importanza dell’informazione diretta, per poter diventare a nostra volta testimoni dell’umanità che abbiamo incontrato.



