Dal 23 al 26 ottobre, presso Casa Don Bosco a Carisolo, tirocinanti e quinquennio SDB dell’ispettoria ILE insieme a giovani FMA dell’ispettoria ILO hanno partecipato al ciclo di laboratori “Gridatelo dai tetti”, condotto da don Giovanni Fasoli, religioso, psicologo e docente universitario. Al centro della riflessione: il rapporto personale con il mondo digitale in tutte le sue declinazioni e, in particolare, la relazione che i giovani intrattengono con gli ambienti virtuali.
Il confronto ha portato alla luce dinamiche inattese e profonde. I problemi attribuiti ai device rivelano in realtà bisogni esistenziali più complessi, che spesso facciamo fatica a identificare. La vera questione non è la fuga nei social, ma quella dal mondo reale: perché la quotidianità non basta più? Cosa manca nella vita familiare, scolastica e sociale, al punto da spingere ad abitare in maniera impropria gli spazi virtuali?
Attraverso laboratori in piccoli gruppi, i partecipanti hanno elaborato collaborativamente una programmazione in dieci punti di pastorale digitale, condividendo riflessioni e buone prassi da implementare nei propri contesti educativi.
È emersa con chiarezza la necessità di portare spiritualità, Dio e Vangelo anche negli ambienti online, ma per farlo in modo autentico ed efficace servono competenze specifiche e professionalità. Il percorso è proseguito con l’esplorazione pratica di diverse piattaforme di intelligenza artificiale, per comprenderne le potenzialità e le possibili sinergie.
L’ultima giornata, dedicata al ritiro spirituale, ha permesso di riflettere sulla missione evangelizzatrice anche in ambito digitale. Guidati dalla Parola, i partecipanti hanno meditato su cosa significhi testimoniare una fede radicata, consapevoli di essere amati e custoditi da Dio, pronti a seguirlo con coraggio anche nelle sfide della missione contemporanea.
Oltre ai contenuti formativi, questi giorni sono stati caratterizzati da un clima di autentica fraternità salesiana. La condivisione di esperienze, gioie, fatiche e momenti di preghiera ha arricchito il percorso, nutrendo non solo le competenze professionali ma anche la dimensione spirituale e comunitaria di ciascuno.



